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                              Greg Albertyn

Soprannominato affettuosamente " Albee", Greg Albertyn nasce a Johannesburg in Sudafrica il 13 Ottobre 1972, fin da piccolo è appassionato di moto e dopo aver vinto tutto quello che c'era da vincere nel suo paese a fine 1989 partecipa ad alcuni Indoor Europei, con moto Honda,  fra i quali Ginevra, Anversa e Parigi. L'importatore Belga che gli fornisce le moto per gli Indoor gli propone di correre il mondiale 125 del 1990 e decide così di fermarsi. Corre con la licenza Lussemburghese, purtroppo le cose non vanno molto bene per lui, si rompe lo scafoide ed è costretto a stare fermo per due mesi e mezzo senza poter fare niente, lontano da casa e completamente solo. Il 1991 và molto meglio, si fà di nuovo male ad inizio stagione ma rimane fermo solo per due Gran Premi, alla fine del campionato si classifica all'ottavo posto finale a pari punti con Beirer e Schmit, ma per la discriminante dei piazzamenti gli viene assegnato il decimo posto finale, è molto veloce ma ha raccolto molto meno di quanto dovuto perchè cade troppo spesso. Nel 1992 vince subito in Spagna, si piazza terzo in Portogallo e in Italia, sulla pista di Ponte a Egola si piazza al quarto posto e conquista la leadership di campionato. Ma poi arrivano i GP di Francia e Svezia dove deve limitare i danni contro piloti del calibro di DeMaria, Tragter e Strijbos, In Ungheria dove torna alla vittoria Van den Berk riesce a limitare i danni e in Guatemala torna sul podio conquistando un terzo posto assoluto dietro al vincitore Vohlland e Karlsson, riconquistando la leadership di campionato, limita i danni nell'ultimo GP in Giappone e vince il suo primo titolo iridato.

                                   

                                    Foto : Claudio Cabrini

Nel 1992 passa alla categoria superiore, quella che all'epoca è definita la "nuova classe Regina", la 250, sempre con la Honda del Team gestito da De Groot, alla prima mondiale che si svolge a Castiglione del Lago finisce quarto alla prima e vince le altre due manche, facendo sua l'assoluta. In Spagna termina al secondo posto alle spalle di Schmit, a Valkenswaard, in Olanda vince davanti a Everts, passano appena due settimane e dalla sabbia Olandese si arriva al terreno duro di Payerne ( Svizzera ) ma la storia non cambia, è sempre lui a vincere. In Francia e in Ungheria è costretto a cedere il passo ma in Germania, sulla pista di Laubus Eschbach torna a vincere e torna signore e padrone della categoria, a Lommel  si piazza terzo e in Inghilterra vince nettamente davanti a Nicoll e Everts. In Irlanda è Stefan Everts a vincere, proprio davanti a Albee che nella corsa successiva a Maracay vince nettamente davanti al nostro Puzar e ad Everts. In Svezia, precisamente a Boras in una pista omologata alla vigilia della gara e resa impraticabile e molto pericolosa da sassi, alberi e fango i piloti del mondiale 250 si rifiutano di correre, la gara per la cronaca è vinta dallo Svedese Eliasson. Una settimana dopo, in Finlandia a Vantaa Greg si laurea campione del mondo con una gara di anticipo.................................

                            

                             Foto : Stefano Spadavecchia

Nel 1994 cambia squadra e moto, approda alla corte di Silvan Geboers che gli affida le Suzuki ufficiali, è un momento rivoluzionario nel motocross, si torna alle due manche per gara e Albee si riconferma un sicuro protagonista, vincendo la prima manche che si corre sulla pista di Talavera de la Reina, purtroppo nella seconda complice qualche errore di troppo oltre ad un pò di stanchezza non và oltre il quarto posto di manche e al terzo assoluto dietro al vincitore Schmit e al secondo DeMaria. A Valkenswaard si piazza quinto assoluto, ma è in Italia e precisamente a Montevarchi che nonostante il secondo posto assoluto dietro ad uno strabiliante Everts che Albee passa in testa alla generale. A Schwanenstadt, in Austria perde la leadership nei confronti di Everts, ma a Ernèe è autore di una gara maiuscola e fa vedere di nuovo le spalle ai suoi colleghi, non è tanto la vittoria della prima manche quanto la perentoria rimonta nella seconda che fa capire agli altri che vuole continuare ad essere il numero uno. Una settimana dopo sulla pista di Gdynia, in Polonia è autore di un altra vittoria strepitosa, nella prima nonostante i ripetuti attacchi di Everts vince la manche, ma è nella seconda che si rende autore di una prova straordinaria. Al via rimane incastrato al cancelletto di partenza e si getta in una furiosa rimonta fino ad agguantare e superare il battistrada Donny Schmit proprio nelle battute finali. A Lommel in Belgio è protagonista negativo, rimane in tutte e due le manche senza benzina ed è costretto ad un doppio zero, perdendo la testa del campionato, Everts fà bottino pieno e per cinque punti si porta in testa al campionato. Nel GP successivo a Foxhill grazie ad un secondo posto assoluto torna in testa al campionato, la vittoria assoluta và a DeMaria che per la prima volta in carriera vince un GP nella classe 250cc, DeMaria ci prende gusto e vince anche il successivo GP in Repubblica Ceka, Greg si piazza secondo e in classifica generale è primo con tre punti di vantaggio su Everts. Nel GP successivo ad Uddevalla, in Svezia Everts vince il GP, Albertyn è secondo, nonostante questo perde la testa del campionato nei confronti di Everts per un solo punto. Everts però la settimana successiva, nel mercoledì che precede il GP di Heinola, Everts è protagonista di una brutta caduta in allenamento nella quale si procura una frattura ad una spalla ed è costretto ad un forzato stop, La domenica il GP nella pista Finlandese se lo aggiudica DeMaria con Albertyn secondo. Nelle settimane successive c'è un importante trasferta Americana, a Budds Creek, presente anche Stefan Everts che è ancora un pò malconcio per la spalla infortunata, purtroppo Greg è vittima di una gara sfortunata, nella prima manche si classifica decimo, nella seconda si deve ritirare a causa di un guasto meccanico alla sua moto. Il Gp degli U.S.A. se lo aggiudica DeMaria che è protagonista di un momento straordinario della sua carriera, infatti una settimana dopo si aggiudica anche il GP di Maracay in Venezuela. Albertyn nonostante una caduta si aggiudica la terza piazza, al successivo GP in Giappone continua il momento favorevole per Yves DeMaria, il Francese si aggiudica il GP a punteggio pieno, Un Albertyn guardingo termina l'assoluta al quinto posto. A Gaidorf in Germania Kurt Nicoll si aggiudica il GP, Albertyn non corre rischi e grazie ad un quarto posto assoluto si aggiudica il Mondiale, il terzo consecutivo, se contiamo anche quello della 125 nel 1992. Dopo tutti questi risultati, quando oramai in Europa ha vinto tutto quello che c'era da vincere Greg decide di emigrare negli Stati Uniti per correre i campionati National e Supercross con il Team Suzuki USA capitanato dal grande Roger DeCoster.

                          

                           Foto : Stefano Spadavecchia

Purtroppo le cose non vanno molto bene all'inizio per Albee, un lento apprendistato, seguito anche da infortuni e intoppi vari che lo tengono lontano dalla vetta, soprattutto nel Supercross non riesce ad essere molto incisivo, un infortunio inoltre rallenta la sua preparazione nel National dove comunque riesce ad ottenere qualche podio. Nel 1996 riesce ad essere un pò più concreto e finisce diverse volte nella top ten, nel National riesce a cogliere la sua prima vittoria sulla mitica pista di Unadilla e diversi podi, nel 1997 grazie anche al fatto che nella squadra Suzuki era arrivato un certo Jeremy McGrath, Albee è riuscito a migliorare notevolmente nel Supercross, vince la gara di Los Angeles e conquista diversi podi, nel National vince ad Hagtown ed è diventato molto competitivo.  Nel 1998 si piazza al secondo posto nella classifica finale del National, alle spalle di Doug Henry,  finalmente nel 1999 Greg riesce a coronare il suo sogno, vincere un campionato AMA, per la precisione il National 250, un  campionato  molto competitivo, Albee deve vedersela con Dough Henry, Kevin Windham, Mike Larocco, Ezra Lusk, Jeff Emig, Sebastien Tortelli, Mickael Pichon, Jimmy Button e John Dowd. La gioia è talmente tanta che Greg l'anno successivo, ormai appagato dai successi raggiunti, corre solo per onorare il numero Uno, senza mai inserirsi seriamente nella lotta per il titolo e chiude la carriera al termine della stagione. Dopo tre anni di assenza dalle gare nel 2004 Greg decide ( anche su richiesta del presidente del Sud Africa, Nelson Mandela ) di fare gli onori di casa, gareggiando nella MX1, sempre in sella alla Suzuki e ottenendo un buon sesto posto nella seconda manche.