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Bonneville

                            Burt Munro

 

Questa pagina la voglio dedicare a Burt Munro e alla sua Indian Scout del 1920 con cui ha corso ed ottenuto fantastici record e vittorie oltre che sulle spiagge Neozelandesi e Australiane anche sul grande lago salato di Bonneville nello stato dello Utah, in USA.

                                                     

Burt Munro nasce ad Invercargill, in Nuova Zelanda nel 1899, comincia a correre in moto a 15 anni, in sella ad una Duglas, alla quale nel 1919 gli affianca una Britannica Clyno con sidecar. Con suddetta moto ( senza sidecar ) inizia a correre per i record di velocità nei dintorni di Invercargill, nel 1920 vende ad un fabbro la Clyno e acquista la Indian Scout con il motore n° 50RS27 , colei che lo accompagnerà e continuerà a modificare per tutto il resto della sua vita e che grazie a Burt diventerà l’Indian più veloce di tutti i tempi. Nel 1926 comincerà a modificare la sua Indian direttamente nel garage di casa, fabbricherà di tutto, pistoni ( addirittura questi li fabbrica colando l’alluminio fuso dentro apposite buche scavate nella sabbia della vicina spiaggia ), volani, cilindri, distribuzioni, le bielle addirittura le otterrà dopo mesi di duro lavoro ricavandole dall’asse di un vecchio camion Ford. Poi ancora i cilindri, le teste, trasformerà il motore da valvole laterali a valvole in testa con cammes diverse, carburatori, sistemi di lubrificazione, la sua moto nel 1920 toccava una velocità massima di circa 80 Km/h, nel 1967 a Bonneville nelle prove cronometrate delle qualifiche toccherà le 190,07 miglia ( 305,9 KM/h ), ma Munro stesso afferma di aver superato le 205 miglia ( 330 Km/h ) in prove non cronometrate.

 

                                     

Burt è un grande appassionato di motociclette, gli piace ed è molto bravo a guidarle, aggiustarle e farle correre, partecipa a qualsiasi forma di gara su due ruote negli anni ’20 in Australia e Nuova Zelanda, gare in salita, di durata, velocità sul quarto di miglio, velocità con il sidecar sul miglio, addirittura a gare di consumo alla media di116 miglia per gallone ( 49 Km/Lt ) insomma se c’è qualsiasi gara su due ruote lui vi partecipa. Ma sono gli anni della depressione e nel 1929 dopo alcuni anni passati a gareggiare in Australia, Burt torna nella sua terra natale, la Nuova Zelanda, nel 1936 acquista inoltre una Velocette 500MSS che modifica lui stesso per gareggiare, negli anni ’40 divorzia dalla moglie e nel 1948 decide di abbandonare il lavoro per dedicare il 100% del suo tempo a migliorare le prestazioni delle sue motociclette. Per sfuggire dalla forte calura Neozelandese decide di costruire una casa dall’altezza ridotta, il che è contro le leggi edilizie locali, Burt aggira il problema usando lo stabile come garage/abitazione.

 

                                               

Sono gli anni delle gare su spiaggia dove Munro fa segnare il record di velocità ( 120,8 miglia, resisterà per 12 anni ) ma anche anni dove Burt subisce delle brutte cadute e dei gravi incidenti, che lo segnano nel fisico e a detta dei medici gli recano pesanti danni al suo cuore.

Ma Burt non si arrende, non si accontenta di migliorare il motore e la ciclistica della sua moto, fa anche degli esperimenti aerodinamici per migliorare la velocità della sua moto, questi esperimenti lo portano a costruire una carenatura integrale, dapprima con delle lastre di alluminio sagomate a mano con l’uso del martello ( ci vogliono 5 anni di duro lavoro per completare la carenatura ), successivamente tramite la carena in alluminio ( che usa come stampo ) viene fabbricata quella in fibra di vetro. Burt però ha un sogno, le distese di sale di Bonneville,  vuole provare la sua Indian sulle distese di sale che si corrono nella regione dello Utah nella settimana del festival della velocità

                       

                                         

Nel 1962, nonostante il suo cuore malato, con i pochi risparmi di tutta una vita e grazie al contributo economico di amici motociclisti Neozelandesi, parte alla volta degli State, si paga il viaggio in nave per se e la sua moto lavorando come cuoco. Dopo mille peripezie riesce ad arrivare a Bonneville, all’atto dell’iscrizione apprende che bisogna fare una pre-iscrizione un mese prima dell’evento, grazie però a degli amici che intanto si era fatto in USA, Rollie Free e Mary Dickerson membri della “Land Speed Record fraternity”, nonostante il ritardo i commissari accettano l’iscrizione di Burt e chiudono un occhio sugli aspetti tecnici della sua moto ( non propriamente in regola per quanto riguardava la sicurezza…..).

Burt all’età di 63 anni riesce a stabilire il nuovo record per quanto riguardava i motori di cilindrata inferiore ai 916cc ( la moto aveva una cubatura di 850cc ) alla velocità di 178,971 mph ( 288,0 Km/h ), in quell’occasione Burt utilizza la carenatura in fibra di vetro, purtroppo non c’è molto spazio all’interno e durante il record Burt si brucia la gamba sullo scarico. Negli anni a venire Burt torna ogni anno a Bonneville finchè nel 1967, con continue trasformazioni alla moto ( intanto la cilindrata era stata portata a 950cc ) riesce a stabilire un nuovo record ( tutt’ora imbattuto ) per la categoria di cilindrata inferiore ai 1000cc, ben 183,586 mph ( pari a 295,4 Km/h, ma in qualifica tocca la velocità di 305,9 Km/h, la velocità più alta mai toccata da una Indian ). In una successiva intervista, anni più tardi Burt afferma che in quella occasione stava viaggiando come una bomba quando ad un certo punto la moto cominciò ad ondeggiare paurosamente, per rallentarla alzò la testa e il vento gli portò via gli occhiali, la pressione dell’aria gli spinse gli occhi dentro la testa, non riusciva a vedere più niente. Era così lontano dalla linea nera di riferimento che dovette buttare la moto per terra per fermarla, stava viaggiando ad oltre 330 Km/h, all’età di 68 anni!!! Nel 1969 vince il record di corse per uno Streamliner, quattordici tentativi in quattro giorni e mezzo,la sua moto aveva problemi elettrici e di carburazione, il suo motore grippò durante l’ultimo tentativo di qualificazione. Fino al 1975, anno in cui a Burt non venne rinnovata la licenza per correre a causa delle sue condizioni fisiche, nonostante tutto Burt disputa ancora qualche gara clandestina a bordo della sua amata Indian Scout e sulla Velocette. Muore nel 1978 al ritorno dalla sua passeggiata quotidiana, all’età di 79 anni, il suo cuore cede, la sua Indian Scout che lo ha accompagnato per ben 57 lunghi anni è ora di proprietà di un appassionato collezionista dell’isola del sud nella Nuova Zelanda.

                          

 

 

Record nazionali ( New Zealand ) di Burt Munro

 

 Flying half-mile, Road, Unlimited Class

Munro Special Indian – 99.45 mph – 160,0 Km/h, Canterbury, 27 January 1940

 

 Flying half-mile, Road, Open Class

Munro Special Indian – 120.8 mph – 194,4 Km/h, Canterbury, 27 January 1940

 

Flying half-mile, Road, 750cc Class

Munro Special Indian – 143.6 mph – 231,1 Km/h, Canterbury, 13 April 1957

 Flying half-mile, Beach, Open Class

Munro Special Indian – 131.8 mph – 211,4 Km/h, Oreti Beach, 9 February 1957

 

 Flying half-mile, Beach, 750cc Class

Velocette 600cc         129.078 mph – 207,7 Km/h, Oreti Beach, 16 December 1961

 

 Flying half-mile, Beach, 750cc Class

Velocette 618cc         132.35 mph – 213,0 Km/h,Oreti Beach, 1 May 1971

Standing Start, Quarter – mile, Open Class

Velocette 600cc          12.31 seconds, Invercargill, 25 March 1962

 

Record mondiali American Motorcycle Association

 

Flying One Mile, Class S – A 883cc

Munro Special Indian – 178.971 mph – 288,8 Km/h, Bonneville, 20 August 1962

 

Flying One Mile, Class S – A 1000cc

Munro Special Indian – 168.066 mph – 270,5 Km/h, Bonneville, 22 August 1966

 

 Flying One Mile, Class S – A 1000cc

Munro Special Indian – 183.586 mph – 295,4 Km/h, Bonneville, 26 August 1967

                                          

Tutte le foto e albi d’oro che riguardano Burt Munro sono stati gentilmente concessi dal sito  www.fedrotriple.it  che mi ha dato la possibilità di inserirle sul mio sito, le foto sono proprietà di www.motorciclemuseum.org .