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GL '08
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Donny Schmit
Grandissimo e fortissimo pilota degli anni '80-'90, originario del Minnesota
(USA), purtroppo
prematuramente scomparso nel febbraio del 1996 per una rara e grave forma di
leucemia all'età di 29 anni.
Ma Donny non demorde e nel 1989 con un'Honda privata finisce 4° nel
National e con grossa soddisfazione personale si mette dietro tutti i piloti Suzuki. Vince la prima gara internazionale che si svolge a Beaucaire davanti a Stefan Everts, non è ancora al 100% perché ha tardato di proposito la sua condizione fisica in vista del mondiale. A fine gara il Team Manager Michele Rinaldi si avvicina a lui e gli fa i complimenti stringendogli la mano, Donny è commosso, era una cosa che non gli era mai capitata. Nel Mundialito cross che si disputa a Mantova arriva 2° assoluto dietro a Vohland, parte un po’ in sordina nel mondiale 250, in Olanda si piazza 6° assoluto, a Payerne in Svizzera si piazza al 13° posto assoluto, a Schwanestadt in Austria si piazza di nuovo 6°assoluto. la sua corsa verso il titolo inizia di prepotenza sulla pista Italiana della Malpensa vincendo tutte e tre le manche e di conseguenza il GP( all'epoca se ne correvano 3 per GP ). Ha in Everts-Parker e i due compagni di squadra Puzar e Bob Moore 4 degni avversari per la rincorsa del titolo iridato, Everts però deve abbandonare anzitempo per un brutto infortunio in Germania e Puzar ha dei problemi al ginocchio durante tutto l’arco del campionato, Parker riesce ad impensierirlo fino in Venezuela dove vince il GP, riesce a prendere dei punti in più rispetto a Schmit nell’USGP che si corre a Unadilla ( dove Schmit è autore di una brutta caduta in prova ed ha stretto i denti in gara ) ma nel GP di Svezia si infortuna ad un’anca che lo costringe a stare a casa nel penultimo appuntamento decisivo in Finlandia. Alla fine nonostante una brutta botta delle libere del GP in Finlandia, Schmit nelle prime due manche del GP riesce a prendere i punti necessari per la conquista del Titolo, con una prova d’anticipo.Rifiuta la convocazione per l'MXDN da parte della squadra Americana dopo che l'anno prima avevano preferito Kiedrowski "Mi cercano solo adesso che tutti gli altri gli hanno dato buca o sono rotti...Che si arrangino da soli". Nel 1993 parte bene, è in lotta per il titolo contro Albertijn e Everts, 3° alla prova d’apertura, vince nel GP successivo in Lussemburgo, ma purtroppo è autore di una prestazione opaca in Olanda dove deve cedere il 2° posto nella generale a Everts. A fine campionato Donny si classificherà al 3° posto finale, inoltre finita la stagione agonistica si sposerà con Carrie, la sua ragazza di sempre. Il 1994 sarà l’ultimo anno in cui vedremo impegnato Schmit nel mondiale 250, sempre con la Yamaha del Team Rinaldi con compagni di squadra Andrea Bartolini ( puzar è passato alle Kawasaki del Team Platini, Bob Moore corre nel mondiale 125, sempre con il Team Rinaldi ). Parte bene vincendo il 1° GP che si corre in Spagna, sulla pista Olandese di Valkenswaard si difende bene con un buon 4° posto ( non è uno specialista della sabbia ) è un mondiale molto combattuto, c’è Albertijn che và veramente forte e anche Everts non è da meno, inoltre c’è Vohland, Demaria, Parker.Per Donny è un’annata distinta fra alti e bassi, si infortuna alla spalla nel GP a Lommel, senza cadere la spalla “ esce” dalla sua sede, però è sulla pista di Holice in Repubblica Ceka che il morale di Schmit viene messo a dura prova, viene coinvolto in cadute al via in entrambe le manche, a fine campionato si piazza al 7° posto assoluto e si ritira dalla scena mondiale. Nell’ultimo GP a Gaildorf in Germania, dopo aver scambiato la sua maglia con Albertijn e Everts ottenne dal direttore di gara la bandiera a scacchi del suo ultimo GP.Nel 1995 partecipa alla sound of thunder ( campionato Statunitense 4T dell'epoca ) con una CCM una moto artigianale Inglese, vincendolo. Partecipa anche alla gara National 250 corsa a Millville di quell'anno con una Honda del team Off Troy ottenendo un 4° posto assoluto Ho un video che ritrae Donny Smith mentre fa motocross sulla neve con la Yamaha Chesterfield del team Rinaldi l'anno che tornò in America, molto bello. Che dire purtroppo la sua storia mi fà venire un groppo alla gola, Donny Smith mi piaceva davvero tanto come pilota, non apprezzato nel suo paese forse è riuscito a rimanere nei cuori di molti ragazzi al di quà dell'oceano. |