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GL '08
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Claudio Federici
“Romano de Roma” (zona Vermicino), classe 1975, Claudio Federici è uno dei più grandi talenti che il motocross italiano abbia mai conosciuto; uno che l’andare forte ce l’ha sempre avuto nel sangue, senza bisogno di impegnarsi, e che ha paradossalmente “pagato” questo suo straordinario talento affidandosi troppo ad esso e troppo poco all’allenamento, finendo col vincere molto meno di quello che avrebbe potuto permettersi. Me lo ricordo che avevo 4-5 anni e seguivo mio padre nelle gare del regionale: a quei tempi Claudio correva tra i cadetti con la KTM del team Milani e, siccome non arrivava coi piedi a toccare per terra, partiva appoggiandosi su uno sgabello di legno costruito dal padre… Era chiaro a tutti che ci si trovava davanti ad una potenziale stella, e Claudio confermava coi risultati questa sensazione. Dopo le vittorie nel regionale e nell’italiano cadetti, Federici abbandona il “circus” laziale, passa junior e coglie subito un grandissimo secondo posto all’europeo 125 con la Honda Power Cross, contendendo fino all’ultima manche il titolo al danese Caprani. Siamo nel 1993.
Fonte : www.erbinspictjers.be L’anno successivo arriva il grande salto nel mondiale: il futuro “Giaguaro”, ancora con la licenza da junior, corre solo quattro prove, ma arriva comunque quindicesimo in classifica. Inoltre, nel tricolore di categoria, finisce al secondo posto con la 125 e vince la 250. Nel 1995 Federici e l’abruzzese Camerlengo vengono schierati al via di tutto il mondiale della ottavo di litro da Claudio de Carli, che gli affida due Yamaha “acquistate” dal concessionario di Civitavecchia, Sandro Celestini: in due i giovani virgulti non arrivano nemmeno a 40 anni, e per quei tempi è veramente un record! Il primo GP della stagione si corre in Italia, a Castiglion del Lago, ed il pubblico si aspetta subito il duello tra Puzar e Chiodi, i due grandi favoriti per il titolo. Ma Federici e Camerlengo scombinano i pronostici, inserendosi quasi con irriverenza nelle prime posizioni; in particolare Claudio impressiona per la capacità di resistere sia fisicamente che psicologicamente alla pressione di trovarsi in testa ad una gara mondiale ed alla fine, con un primo e terzo di manche, conquista un’incredibile vittoria assoluta. Nel corso della stagione il giovane romano non riesce a ripetere il formidabile exploit di Gioiella, ma si piazza comunque con regolarità nelle prime posizioni e finisce il campionato al sesto posto.
Fonte : www.dreamprojectmaggiora.com Nel 1996, con Puzar e Chiodi emigrati in 250, tutti gli occhi sono puntati sul fenomeno francese Tortelli, che infatti domina in lungo e in largo, portando a casa un meritatissimo titolo; Federici, che doveva essere il suo più fiero avversario, non riesce a contrastarlo per un brutto infortunio alla spalla che lo tiene fuori praticamente per tutta la stagione, al punto che in classifica bisogna scendere fino al venticinquesimo posto per trovarlo. A fine anno si consuma il divorzio (come vedremo solo temporaneo) con il team De Carli, che punta tutto sul rientrante Chiodi e lascia Claudio libero di salire sulla Husqvarna del team Italia, gestita da Corrado Maddii. È un grande 1997 per Federici, che conclude il mondiale al terzo posto insidiando da vicino i due “intoccabili” Puzar e Chiodi e si toglie la soddisfazione di precederli agli Assoluti d’Italia, conquistando così il primo titolo prestigioso della carriera; insieme a Chicco e Bartolini, poi, centra un fantastico secondo posto al Cross delle Nazioni, dietro solo all’imprendibile Belgio. L’anno successivo, nonostante gli ottimi risultati, la Husqvarna prende Chiodi e Claudio fa ancora le valigie, tornando alla Yamaha; l’esito di questo nuovo trasferimento non è altrettanto entusiasmante, anche se in campionato arriva un comunque buon quarto posto.
Fonte : www.erbinspictjers.be Nel 1999 il Giaguaro rimane in sella alle blu di Iwata, ma decide di “rientrare all’ovile” del team De Carli, ritrovando in squadra Camerlengo ed il giovane maceratese Cherubini. La stagione vive tutta sul continuo, feroce duello tra Claudio ed il solito Chiodi (la carriera dei due si è intrecciata spessissimo), che appassiona e divide il pubblico italiano; alla fine, proprio quando sembra sul punto di sferrare l’attacco decisivo, Fede subisce un piccolo infortunio che ne condiziona il rendimento per un paio di gare e consente al rivale di prendere quel margine necessario per chiudere per la terza volta consecutiva da campione del mondo. Anche negli Assoluti d’Italia i due battagliano per tutto il campionato, ma è ancora Chiodi a prevalere. A fine stagione Claudio annuncia, per l’anno successivo, il passaggio alla 250 e quindi al Cross delle Nazioni il CT Miccheli decide di schierarlo nella quarto di litro (dove manca un pilota di spicco), con solo un paio di settimane di test alle spalle: ma Federici, come dice anche il suo manager De Carli, è un “Maradona del motocross”, uno che può permettersi di allenarsi poco e andare forte lo stesso. E infatti al Nazioni fornisce un solidissimo contributo alla causa italiana, finendo sul podio dei vincitori insieme ancora a Chiodi e Bartolini (gli stessi che nel ’97 avevano finito secondi). È un momento incredibile per il cross azzurro, mai così in alto nella storia, e Claudio è uno dei suoi tre grandi alfieri! Chissà se se lo immaginava quando il padre gli piazzava lo sgabello sotto lo stivale........
Fonte : www.erbinspictjers.be Nel 2000, con i due compagni di nazionale attanagliati dai problemi fisici, gli appassionati italiani riversano tutte le attenzioni su Claudio, che, passato alla classe regina, si candida a tutti gli effetti come nuovo numero 1 del cross nazionale. E infatti agli Assoluti, nel duello con l’acciaccato Bartolini, è proprio il Giaguaro a prevalere, mentre al mondiale i risultati sono a dir poco incoraggianti: quinto posto finale (nonostante un infortunio gli faccia saltare la prima gara), condito anche dalla vittoria nel GP di Slovacchia. Al Nazioni Claudio porta la nazionale azzurra al secondo posto, con Bartolini e Traversini che prende il posto dell’infortunato Chiodi. Nel 2001, con il nuovo mondiale a manche unica, Federici si fa conoscere anche fuori dal ristretto ambiente del motocross: il merito è tutto di Italia 1, che decide di trasmettere alcune prove del mondiale 250 in diretta (tra l’altro con risultati d’ascolto incoraggianti). Claudio disputa un’altra ottima stagione, vince ancora gli Assoluti, ma non riesce nel definitivo “salto di qualità” che gli consenta di giocarsela seriamente per il titolo con il dominatore Pichon, e a fine campionato perde il terzo posto per via della grandissima crescita di Chad Reed; in compenso, proprio durante il periodo trasmesso dalla TV, il romano entusiasma conquistando la vittoria nel GP di Svizzera e così, ancora oggi, qualcuno si ricorda di “quello con la moto bianca”…
Fonte : www.erbinspictjers.be Purtroppo, proprio quando è all’apice, la carriera del Giaguaro subisce un bruttissimo stop da cui non riuscirà più a riprendersi completamente: durante la prima prova degli Assoluti 2002 a Montevarchi, Claudio cade malamente all’atterraggio di un triplo e s’infortuna ad un ginocchio, saltando tutta la prima metà della stagione. Rientra in Bulgaria, fa in tempo a conquistare qualche punto in Svezia, ma poi viene travolto da uno scandalo-doping ed è costretto a fermarsi nuovamente, anche perché i problemi al ginocchio non sono ancora definitivamente risolti. Un’annata semplicemente da dimenticare, che, come detto, lascerà un segno indelebile nel fisico e nella testa del Giaguaro. Quello che si presenta nel 2003, infatti, è un Claudio Federici diverso: più maturo e consapevole, ma non più al top della forma. L’acuto della stagione è il terzo posto conquistato al GP d’Italia, l’unico piazzamento sul podio di un campionato che comunque lo vede occupare a lungo la quinta piazza, fino a quando il solito ginocchio non ricomincia a dare problemi costringendolo addirittura a saltare l’ultimo scorcio di stagione; nel mondiale arriva così l’ottavo posto, mentre il titolo italiano finisce nelle mani di Fabrizio Dini.
Fonte : www.supercross.at Nel 2004 Claudio, in accordo con De Carli, decide di cercare il rilancio in MX2 (la vecchia 125) con la Yamaha 250 4T. In squadra con lui ci sono due giovani di belle speranze: Manuel Monni ed Antonio Cairoli. Claudio inizia la stagione imponendosi come legittimo “caposquadra” e vince per la quarta volta gli Assoluti d’Italia, ma Cairoli è arrembante alle sue spalle ed al mondiale si fa largo con entusiasmo e determinazione, mentre Fede patisce ancora qualche problema fisico che non gli consente di trovare la giusta continuità di risultati: in alcune piste è velocissimo, anche se gli manca quel pizzico di cattiveria necessaria per imporsi, in altre invece soffre tremendamente. Alla fine deve accontentarsi di una deludente undicesima posizione. Nel 2005 De Carli sceglie di evitare qualsiasi possibile confronto tra il nuovo fenomeno Cairoli ed il veterano Federici, che viene schierato di nuovo in MX1. La stagione però è assolutamente avara di soddisfazioni: Claudio appare stanco, demotivato, sempre alle prese con piccoli acciacchi, e non riesce mai ad esprimersi a livelli degni del suo blasone. A fine campionato arriva anche il divorzio consensuale dal team De Carli: dopo tanti anni di successi e soddisfazioni, l’avventura giunge definitivamente al capolinea.
Fonte : www.yamaha-motor.it Per il 2006 Fede entra nelle fila del team Medei, sempre in MX1, salendo per la prima volta in carriera sulla Kawasaki. Decide di cambiare l’approccio alla stagione, puntando solo a ritrovare quella voglia di guidare e divertirsi che aveva perso negli ultimi anni, senza pressioni o ansie da risultato. Tuttavia i benefici sperati non arrivano: dopo un avvio discreto, Claudio chiude la stagione con il ginocchio che fa ancora una volta i capricci, salva in extremis il quinto titolo italiano e decide, a 31 anni, di appendere il casco al chiodo.
Fonte : www.offroadproracing.it L’anno scorso gli feci una breve intervista per www.pistedellemarche.com e, tra le altre cose, mi disse che si ritirava perchè ormai non sarebbe più riuscito a tornare al top e quindi non aveva senso continuare a fare sacrifici, col ginocchio che si trovava, per poi magari ritrovarsi a lottare ai margini della zona punti. Chiudeva col piccolo rammarico di non essere mai riuscito a vincere un campionato del mondo che, con un po’ più di fortuna, avrebbe potuto meritatamente conquistare, ma comunque si riteneva più che soddisfatto dei risultati ottenuti e delle grandi soddisfazioni che la carriera gli aveva regalato; anche perché riuscire ad emergere da una regione “crossisticamente arretrata” come il Lazio non era stato per niente facile. Ora, oltre a gestire uno stabilimento balneare sul litorale romano, Claudio è rimasto nell’ambiente del cross come “tutor” di giovani emergenti e come gestore di una scuola di guida a Malagrotta.
L'Autore di questa bella biografia è Alessandro Castellani, alias "Kaiser KTM" che ringrazio cortesemente, inoltre Alessandro si è prodigato nella ricerca di tutte le immagini riguardanti Federici. Come avete potuto vedere sono tratte in massima parte da internet, sotto ogni foto ho inserito la relativa fonte, se comunque dovessero violare eventuali diritti d'autore vogliate comunicarlo a famopar@libero.it , saranno subito rimosse.
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