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               Roger   DeCoster

Roger DeCoster, Belga classe 1944, ha fatto innamorare un’intera generazione di piloti Europei ed Americani. Si è fatto valere e si è distinto sia in Europa sia in America, un vincente con uno stile spettacolare che incantava le folle e piaceva alle donne, sembra quasi il ritratto di Steve McQueen, dopo una favolosa ed incredibile carriera come pilota, in cui ha vinto tutto quello che era possibile, sia nella cara vecchia Europa sia negli States, continuando a vincere come manager, scopritore di talenti con lo squadrone Honda (Jean Michelle Bayle, Jeremy McGrath solo per citarne alcuni) e come responsabile della squadra USA che partecipa al Motocross delle Nazioni, ai giorni nostri con Carmichael in Suzuki. A detta di tanti appassionati, negli Stati Uniti come in Europa, viene indicato come l’atleta che li ha fatti avvicinare al motocross.

                                 

                                  Foto : www.motoregolarità.com

La foto vede protagonista Roger DeCoster al GP mondiale del 1977 che si corse a Lombardore (TO)

 

Nasce a Moolenbeeck, un paesino nei dintorni di Bruxelles il 28 Agosto del 1944, fin da piccolo è attirato dalle due ruote e da buon Belga si dà al ciclismo, a 13 anni con i suoi amici va a vedere per la prima volta in vita sua una gara di motociclette. Assiste ad un’epica battaglia fra il suo eroe, il campione Belga Rene Baeten e l’emergente pilota Americano Ekins, dopo la corsa DeCoster e i suoi amici si buttano nella pista in sella alle loro biciclette imitando i loro idoli, nel 1960 grazie ad un amico prova una moto da trial ed è la svolta. La sua famiglia purtroppo non naviga nell’oro, il papà è un operaio e Roger è il più anziano di sei fratelli, decide quindi dopo la scuola di andare a lavorare in un negozio di motociclette. A 17 anni con i soldi risparmiati e molti sacrifici riesce ad acquistare una moto, la Flandria 50, temendo la reazione dei suoi genitori Roger non rivela l’acquisto e tiene la moto nascosta nel garage di un suo amico. Nel 1961 riesce a fare le prime gare, un giorno suo padre leggendo il giornale locale trova un articolo che riguarda proprio una vittoria di Roger, invece di infuriarsi il papà si dimostra molto orgoglioso di Roger ed assiste alla corsa seguente insieme con un gruppo d’amici e compagni di lavoro. Nel 1962 i sacrifici di Roger sono ripagati vincendo il campionato di Trial junior Belga con la Flandria 50.

Bissa il titolo l’anno successivo sempre con la Flandria ma questa volta nella massima categoria, in questi due anni inoltre si cimenta negli “internazionali”di cross, una gara molto importante che si correva a quei tempi in Belgio ma con scarsi risultati, nel 1964 la svolta, acquista una CZ 500 da cross, partecipa e vince al 1° tentativo il campionato Juniores Belga, lo stesso anno conquista la medaglia d’oro individuale alla Scottish six Days di Trial. A DeCoster è scattata una molla, vuole correre nel motocross e lasciare da parte il Trial, la disciplina che lo aveva avvicinato al mondo delle competizioni delle ruote artigliate. Nel 1965 vince gli “Internazionali”, sempre con una CZ si classifica al 2° posto nel campionato nazionale 250.

                                                

                                                 Foto :   www.mxbikes.com

Sono gli anni dei campioni come lo Svedese Hallman, su Husqvarna, di Joel Robert, già pilota ufficiale CZ, dell'altro Svedese Tibblin anch'esso su Husqvarna e dell'Inglese Smith, in sella alla BSA.

Il 1966 sembra essere l’anno della definitiva consacrazione di DeCoster, ma la sfortuna fa sì che un brutto incidente in gara rischia di porre fine alla sua carriera di pilota.

La dinamica è a dir poco incredibile: ad Eksaarte DeCoster è in testa alla gara, inseguito da Robert, quando ad un certo punto un bambino attraversa la pista, DeCoster riesce a schivarlo, ma va a sbattere contro un muretto a bordo pista, nonostante questo riesce a ripartire e a vincere la gara, non esce indenne da quell’urto terribile, gli viene diagnosticata una grave lesione ad un rene e gli viene ordinato dai medici di non correre, anzi neanche più risalire su una moto. Il responso medico è allarmante devono togliergli il rene danneggiato ma DeCoster riesce ad essere persuasivo, tramite un’operazione chirurgica gli viene “aggiustato”, e miracolosamente recupera la funzionalità renale tre giorni dopo l’intervento. DeCoster non si arrende, si ristabilisce e torna ad allenarsi con maggiore intensità, a tal punto che la CZ gli affida una moto ufficiale. In quell’anno nonostante l’infortunio diventa campione Belga della classe 500, si classifica 7° nel mondiale 250 e 12° in quello della 500. Il 1967 è un anno negativo, i risultati sono al di sotto delle aspettative, si classifica 19° nel Campionato mondiale della 250, 5° nel Mondiale 500 e 4° nel campionato nazionale della 500. Nel 1968 si dedica unicamente alla classe 500, vince la sua prima manche iridata al GP in Italia e conclude il mondiale al 5° posto, conquista anche il campionato Belga. Quello stesso anno DeCoster è vittima di un secondo grave incidente sul circuito di Stekene in Belgio, nella caduta la sua moto gli finisce sulla parte posteriore della testa, perde i sensi e molto sangue, è in condizioni critiche. La sua popolarità fra i corridori è tale che questi ultimi si rifiutano di continuare a correre finché non hanno notizie sulla sua salute, cosa che per fortuna avviene successivamente  tramite gli altoparlanti della pista. In seguito Roger rivelerà che è grazie al suo casco Bell se è ancora vivo, lo stesso Renè Baeten, l’idolo di DeCoster moriva nello stesso punto della stessa pista 8 anni prima.

 

                      

                      Provenienza : Cantina di Spada

 

Nel 1969 entra di diritto nell’olimpo dei più grandi del mondo motocrossistico, nel GP di Namur vince la prima manche ma nella seconda è molto nervoso e cade alla prima curva, si rialza e partendo ultimissimo si getta in una furiosa rimonta concludendo la competizione al 2° posto fra le acclamazioni del pubblico; partecipa e conquista anche le due manche della classe 250.  Non gli basta, ha sete di vittorie e conquista il Motocross delle Nazioni con la squadra Belga. Nel 1970 i rapporti fra la CZ e Roger DeCoster si deteriorano e la casa Cecoslovacca lo iscrive solo al campionato mondiale della classe 250. Si trova a lottare in condizioni d’imbarazzante inferiorità tecnica contro lo squadrone Suzuki, composto da Sylvian Geboers e Joel Robert. Nonostante tutto DeCoster si classifica 3° in campionato attirando le attenzioni della Suzuki che lo ingaggia per sviluppare il prototipo di 500 cc con il quale lo stesso DeCoster dovrà correre l’anno successivo. DeCoster si distingue anche come ottimo collaudatore e porta avanti lo sviluppo della Suzuki 500 arrivando così all’inizio del 1971 in ottimo forma e pronto a vincere. Si trova a lottare contro piloti del calibro di Ake Jonnson, Paul Frederichs e Bengt Aberg detentore del titolo, si presenta così al 1° GP della stagione in Italia sulla pista di Cingoli,  carico e vince. La prima vittoria per quanto riguarda una casa motociclistica Giapponese nella cateria 500 del mondiale di motocross. La competizione è forte, molto sentita, ogni gara è una strenua lotta per la vittoria, nonostante una piccola battuta d’arresto verso la metà dell’anno dovuta ad una frattura alla mano in una corsa locale alcuni giorni prima del GP in Finlandia, DeCoster vince cinque GP e si laurea campione del mondo nell’ultimo round in Olanda.  

      

                                                

                                                Fonte :  www.moto80.be  

 

Finalmente dopo anni di preparazione, sacrifici, di strenue lotte a gomito a gomito contro i suoi avversari si avvera il sogno, il sogno di una vita intera, la gioia è enorme, viene invitato in Giappone, ad Hammamatsu, sede della Suzuki, nel più grande Hotel della città Giapponese. Bissa il titolo nel 1972 con 6 vittorie all’attivo, la nuova Suzuki 500 è tecnicamente infallibile, molto leggera con molte parti in alluminio e titanio. Grazie a questo si sente imbattibile, Roger è nella forma migliore, realizza buone partenze in ogni gara, e trova una buona confidenza con le vittorie. Lo ricorda come l’anno migliore di tutta la sua carriera. Il 1973 è l’anno dei cambiamenti regolamentari, grazie alle continue pressioni delle case Europee che già sul finire del 1972 avevano legato insieme, la federazione decide di aumentare il peso delle motociclette. Suzuki non è soddisfatta di tutte questo, questa nuova regola sembra essere diretta solo a Suzuki, inoltre le moto sono già pronte ed hanno dovuto rivoluzionarle ulteriormente poco prima della stagione. Hanno dovuto cambiare molte delle parti in alluminio e titanio con ferro ed acciaio in modo da aggiungere 25 libbre di peso per rientrare nei regolamenti. Tutto ciò cambia notevolmente l’assetto e la maneggevolezza della motocicletta,viene usata una forcella a steli rovesciati, DeCoster e Sylvain Geboers (che in quell’anno è ufficiale in 250) collaborano molto insieme. Cominciano a tagliare e modificare i telai, i leveraggi e sperimentano nuove soluzioni in modo da migliorare in tutto e per tutto la motocicletta. La Maico quell’ anno è molto forte e il suo pilota Willi Bauer guida molto bene, questa accoppiata vincente mette sotto pressione per tutto l’anno DeCoster che nonostante tutto seppur di stretta misura riesce comunque a vincere il campionato. Roger alla fine dell’anno è molto stanco sia fisicamente che mentalmente, in alcune occasioni non è riuscito ad allenarsi al meglio perché pur di modificare e rendere performante la motocicletta è costretto a lavorare fino a notte fonda. Un piccolo aneddoto molto curioso ed allo stesso tempo divertente, quell’anno il pilota Olandese Gerrit Wolsink che all’epoca è il rappresentante principale dei piloti privati, appoggia in pieno la nuova regola dei limiti di peso, nel 1974 diventa compagno di squadra di Roger in Suzuki…….. A fine 1973 DeCoster vince il Motocross delle Nazioni con la squadra Belga. Il 1974 è un anno di grandi cambiamenti,la Maico ha un motore con un buon allungo e di conseguenza una maggior trazione. Suzuki ingaggia un nuovo responsabile delle corse, in modo da contrattaccare l’offensiva della Maico, si lavora ulteriormente sulle ciclistica dando più corsa alle sospensioni. Il progetto è buono, purtroppo la moto soffre alcuni problemi di affidabilità, inoltre  DeCoster decide di cominciare le trasferte Americane vincendo il campionato Trans-AMA 250 e 500 conquistando il cuore degli appassionati “Star and Stripes”. La stanchezza di tanti viaggi si fa sentire , inoltre nel GP del Lussemburgo mentre è in testa alla corsa rompe una biella. Per la prima volta dopo tre anni deve cedere il titolo a Heikki Mikkola su Husqvarna e accontentarsi del secondo posto. Ma nel 1975 DeCoster non si arrende, gestisce meglio le trasferte, insieme alla Suzuki è determinato come non mai a riprendersi il titolo perso l’anno prima. La moto sostanzialmente è quella dell’anno prima con qualche affinità tecnica, sono stati fatti dei cambiamenti allo scarico, sostanzialmente è una moto molto equilibrata. Solo nelle gare Internazionali di pre-stagione che in quell’ epoca si corrono soprattutto in  Belgio ha  qualche problema di grippaggio del motore. Ma per quanto riguarda il Campionato del mondo non ci sono problemi la moto si comporta bene e DeCoster vince 6 gare e il mondiale 500. A fine anno torna a correre in America nel campionato Trans-Ama 500 e vince. Il 1976 và ancora meglio, Campione del mondo nella classe 500, campione Trans-Ama e vincitore del motocross delle nazioni con la squadra Belga, è la sua perfect season. In quell’anno inoltre c’è una battaglia interna al team Suzuki con il suo compagno di squadra Gerrit Wolsink, all’inizio del campionato DeCoster è saldamente in testa ma nella seconda parte della stagione commette qualche passo falso. Tanto che Wolsink elimina gran parte del divario e la certezza del campionato per DeCoster arriva solo all’ultima gara in Lussemburgo. Nel 1977 altre case Giapponesi iniziano a investire pesantemente nella classe 500, l’accoppiata Mikkola/Yamaha è molto forte  e vince il campionato,bissandolo l’anno successivo, DeCoster si deve inchinare a questo nuovo potere, ma è verso la fine della stagione che trova la forma migliore torna in America e vince per la quarta volta campionato Trans-Ama.

                                                     

                                                      Foto :   www.mxbikes.com 

Nel 1978 mentre si allena con Sylvain Geboers in una pista nella città di Mol in Belgio un altro brutto incidente, purtroppo si procura delle gravi ferite alla milza. DeCoster se ne accorge subito e lo rivela a Geboers che intanto gli presta le prime cure, Geboers è molto amico di un chirurgo dell’ospedale locale, aiuta DeCoster a salire sul furgone, lasciano le moto in pista e si precipitano a casa del chirurgo che non ci pensa due volte salta sul furgone e assiste Roger fino all’ospedale. Le condizioni sono piuttosto critiche devono addirittura fargli un’iniezione d’adrenalina direttamente nel cuore che intanto si era arrestato. DeCoster era molto felice quando alla fine si è svegliato, sorprendentemente due settimane più tardi partecipa ad un evento internazionale, il trofeo di Pasqua con una 250 e vince.   In seguito rivela che gli è apparso tutto molto bizzarro, sembrava che gli organi interni gli rimbalzassero in tondo. Quando si perde un organo importante come la milza occorre parecchio tempo prima che il corpo riprenda a funzionare correttamente, Roger racconta che non sa quanto questo abbia influito sul suo rendimento della stagione. A fine 1979 cessa la collaborazione con Suzuki e nel 1980 entra a far parte dello squadrone Honda, come compagno di squadra di Andrè Malherbe, vince l’ultimo GP in Lussemburgo, il resto è storia recente…………………….. DeCoster è un  vincente sia in pista che fuori, vive in California insieme alla moglie Carina ( sorella di Pekka Vekhonen ) ed ha un figlio, che purtroppo non ha seguito le sue orme ma si è dato al tennis.