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                                             Guy Cooper    

                                   

                                    Foto : Claudio Cabrini

    

"Il soprannome AirTime mi è stato dato nel 1983 e mi è rimasto, era proprio un bel soprannome ed ho subito pensato che facesse per me, SkyCooper-SuperCooper erano altri soprannomi che mi avevano dato ed erano belli, ma AirTime era qualcosa di cui dovevo cercare di essere degno e ho fatto il possibile per esserlo"
 
                                             


Quando non avevate ancora cominciato a praticare motocross vi è capitato che un pilota vi ha fatto fare quel click nella testa, quel click che poi è stato la base di tutto, l'inizio, i sacrifici, gli allenamenti?
A me è capitato, grazie a Cooper ho iniziato ad amare e a praticare questo meraviglioso sport, nella seconda metà degli anni '80 c'era questo pilota di motocross in sella alla Honda n°15 ( successivamente n°10 ) che non vinceva come Ricky Johnson, Jeff Ward e compagnia ma incantava le folle con i suoi numeri mozzafiato, veloce, grintoso e spettacolare come pochi, purtroppo non ha vinto molto ma era amico e veniva rispettato da tutti.

                             

                              Foto : Copyright   www.Lukaitisphoto.com 


Classe 1962, di Stillwater, Oklaoma, Cooper appartiene alla terza generazione di una famiglia di motociclisti, la nonna è stata campionessa d'America, i suoi genitori facevano gare di enduro e motocross, tutti i suoi fratelli andavano in moto e anche la sorella.
Deve molto a suo fratello Chuck, gli faceva da allenatore ed era molto severo, al liceo il giovane Cooper si divertiva a saltare in bicicletta, saltava di tutto, una volta ha saltato persino un camion fu notato da un rivenditore locale di cicli e motocicli e da li iniziò ad andare in moto.

                                           

I suoi genitori decisero di aiutarlo economicamente per i primi 2 anni, alla prima gara lo soprannominarono "Cooper cima d'albero perchè era l'unico pilota che con i suoi salti rasentava le cime degli alberi", andava alle gare con la macchina e il rimorchio, dormiva in macchina, ha fatto la gavetta e anche quando è diventato famoso è sempre stato lo stesso ragazzo di sempre, dopo le gare di SX stava fino a notte fonda a firmare autografi o semplicemente a parlare con i suoi fan

In pista era veramente unico, Stanton ricorda che quel ragazzo gli faceva una paura pazzesca, quando arrivava si sentiva solo il rumore della sua moto, era capace di passarti saltando sopra la tua testa.

                    

                     Foto : Copyright  www.Lukaitisphoto.com 

Mi ricordo di una finale al Los Angeles Coliseum dove ha rischiato di
vincere (se non sbaglio era il 1987 perchè nell'88 nella partenza della finale si agganciò con Keohe e fecero un volo............. ) RJ, Lechien, Glover e compagnia fecero mucchio alla prima curva , ma RJ fece un recupero da paura ed andò a vincere la gara con entrambe le braccia alzate sul salto dell'arrivo subito dietro Cooper fece una Wip da paura,TIRATISSIMA!!!!! Per festeggiare il suo 2° posto tanto da spaventare i fotografi a bordo pista ( 20 anni fa faceva le whip come i piloti del giorno d'oggi ) era contentissimo Alzò il pollice dx in alto verso RJ che intanto si era girato e si strinsero la mano alzando le braccia verso l'alto.

                                           

Purtroppo non ha mai vinto una gara di Supercross, è arrivato per ben 6 volte 2°, ma è soddisfatto così, ci è andato molto vicino nel 1990 ad Atlanta, passa al 5° posto al 1° giro e da lì si getta in una furiosa rimonta e a sorpassi spettacolari, bellissimi i duelli con Rick Johnson. All'ultimo giro Cooper è in testa, ma sulle Woops era un pò stanco e ha rallentato il ritmo non accorgendosi che Jeff Ward aveva già superato Rick Johnson, Ward alla curva successiva effettua un Block-Pass ai danni di Cooper e si invola vittorioso verso il traguardo, Cooper successivamente affermerà che quando è stato superato da Ward si sentì battuto e non riuscì a replicare il sorpasso.

Vince il campionato National 125 del 1990 ai danni di Kiedrowski, rischia di bissare quel risultato l'anno successivo ma un brutto infortunio in allenamento gli nega ogni possibilità di riconfermarsi. Vince il World Supercross del 1993, é sempre protagonista nelle gare d'oltre oceano, molto generoso e competitivo, non disdegna spettacolo in pista e fuori concedendosi sempre ai suoi fans. Nel 1994 partecipa alla Six Days di Enduro che si svolge in Oklaoma con la squadra USA, si allena con le moto da trial, gli piacciono le ruote artigliate e tutto quello che vi gravita intorno, perchè è un vero e proprio appassionato.

 

                  

                   Foto : Claudio Cabrini

                  

                   Foto : Claudio Cabrini